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Casa Bianca, rapporto agenzie federali shock: il cambiamento climatico è colpa dell’uomo

Dopo un anno di “negazionismo” di Trump sul clima, si temeva un clamoroso diniego se non proprio una censura. Oggi invece la Casa Bianca – riportano i media americani come il New York Times – ha approvato la pubblicazione del Fourth National Climate Assessment, il rapporto scientifico sul cambiamento climatico redatto da 13 agenzie federali e dall’Accademia delle Scienze. Il documento contraddice le posizioni e le politiche del presidente Donald Trump, affermando non solo che il cambiamento climatico è reale ma che è dovuto all’uomo.

Per leggere il documento integrale clicca qui

Cosa dice il rapporto Usa.

Secondo il documento, presentato come bozza già lo scorso 8 agosto, la Terra sta vivendo il periodo più caldo nella storia della civiltà. E gli esseri umani sono la causa principale dell’aumento delle temperature che si è verificato nel Ventesimo secolo.

Dal 1901 al 2016 le temperature sono aumentate di 1,8 gradi Fahrenheit (1 grado Celsius). Dal 1980 la situazione è precipitata con un rapido aumento delle temperature che ha portato al clima più caldo degli ultimi 1.500 anni. Spiega il rapporto: “è estremamente probabile che l’influenza umana, specialmente le emissioni di gas serra, siano la causa dominante per il riscaldamento della Terra rilevato nell’era industriale. Non esiste una spiegazione alternativa convincente”. Non si tratta quindi di cicli naturali che possano spiegare questi cambiamenti climatici.

La palla passa alla politica.

Le conclusioni del documento delle agenzie federali confermano i risultati diffusi dal programma di ricerca scientifica sul clima della Nasa (vedi qui). D’altronde, il 97 per cento della comunità scientifica mondiale concorda su questi punti. Ora tocca alla politica, come ricorda lo stesso rapporto delle agenzie Usa: “Quanto il clima cambierà dipende dalle emissioni nel futuro“.  Ricordiamo che questo dossier fa parte del National Climate Assessment, la valutazione sul clima richiesta dal Congresso Usa ogni quattro anni. E’ il prodotto del lavoro di centinaia di esperti e scienziati ed è considerato il resoconto definitivo sul cambiamento climatico negli Stati Uniti.

il passaggio dell’uragano Dennis alle isole Key West, Florida

Cop 23 e l’uscita Usa dagli accordi di Parigi

Da lunedì e per i prossimi dieci giorni anche gli Usa saranno a Bonn. In Germania si terrà la Cop 23, l’annuale conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite. Obiettivo di questa edizione è verificare l’operatività degli accordi di Parigi del 2015. Riguardo questi, la scorsa settimana l’Unep – l’agenzia delle Nazioni Unite per l’ambiente – ha lanciato un allarme. Servono misure urgenti. Bisogna fare molto di più. Allo stato attuale infatti, gli impegni nazionali consentiranno solo un terzo della riduzione delle emissioni necessaria entro il 2030 per soddisfare gli obiettivi climatici. Per come stanno le cose è probabile un aumento della temperatura di almeno 3 gradi Celsius entro il 2100, con impatti climatici devastanti. Leggi il report Unep.

La delegazione Usa arrivava alla COP23 già al centro dell’attenzione a causa della decisione di Trump, ufficializzata lo scorso giugno, di ritirarsi dagli accordi di Parigi. Dopo questa notizia, lo sarà ancora di più. Perché le conclusioni del rapporto delle agenzie federali statunitensi contraddicono buona parte dell’amministrazione Trump. Anche le posizioni di Scott Pruitt, il nuovo capo dell’EPA – Environmental Protection Agency, equivalente del nostro ministero dell’Ambiente – nominato da Trump, che più volte ha messo in discussione il cambiamento climatico. Secondo quanto rivelato da alcuni scienziati, anche il ministero dell’Agricoltura avrebbe suggerito ai propri dirigenti di usare le parole “situazioni meteorologiche estreme” piuttosto che “cambiamento climatico”.

Trump per ora non ha commentato l’approvazione di questo rapporto. Secondo il New York Times in questo momento l’amministrazione è fortemente concentrata sull’approvazione della riforma fiscale che Trump vede come decisiva per il futuro della sua presidenza. Per questo motivo la pubblicazione e i contenuti del rapporto non sono stati contestati, essendo poco appetibile in questo momento un ulteriore terreno di scontro.

 

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alessandromacina
Journalist & TV Reporter at RAI RadioTelevisione Italiana. Founder & Publisher ClimateChange News.

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