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Fiumi (e mari) di plastica, i terribili dieci

La plastica, trasportata in gran parte dai fiumi, sta soffocando i mari.  Sono appena dieci i fiumi responsabili di oltre il 90 per cento della plastica trasportata in mare. Lo dice uno studio tedesco pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology dell’American Chemical Society, secondo cui i top 10, ma in questo caso sarebbe meglio dire i terribili dieci “trasportano tra l’88 e il 95 per cento del totale della plastica in mare”.

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In Asia otto dei terribili dieci.

Otto di questi dieci grandi inquinatori si trovano in Asia. Sono i fiumi Yangtze, Xi e Huanpu in Cina, il Gange in India, il Brantas e il Solo in Indonesia, il Pasig nelle Filippine e l’Irrawaddy in Birmania. A questi si aggiungono l’Oyono al confine tra Camerun e Nigeria e il rio delle Amazzoni (Brasile).

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Il fiume più inquinato della Terra.

Pur non rientrando in questo elenco, in Indonesia sull’isola di Giava scorre quello che è considerato uno dei fiumi più inquinati al mondo. Se non il più inquinato in assoluto. Parliamo del Citarum, che scorre nei pressi della capitale Giacarta. Una vera e propria bomba ecologica, responsabile di 50 mila morti l’anno.

Non ci sono solo rifiuti di plastica gettati dalla popolazione, ma anche piombo mercurio e altri prodotti chimici scaricati per anni dall’industria. In questa regione sono concentrate oltre 2 mila fabbriche, incluse industrie tessili. Nonostante l’inquinamento, il fiume è usato per l’agricoltura e ha un importante ruolo nella vita degli abitanti: oltre 35 milioni di persone dipendono dal fiume per l’approvvigionamento di acqua. Il 60 per cento della popolazione ittica è già scomparsa.

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Agire alla fonte.

Secondo i ricercatori diminuire l’inquinamento sarebbe possibile. Una migliore gestione di questi dieci fiumi infatti sarebbe in grado di ridurre della metà i rifiuti che arrivano in mare, andando quasi a dimezzare (-45 per cento) il contributo di tutti i fiumi all’inquinamento degli oceani.

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Mari di plastica.

La plastica poi è responsabile dell’80 per cento dell’inquinamento dei mari.  Un’invasione che sta trasformando i mari nella più grande discarica del mondo. Ogni anno – secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente – finiscono negli oceani più di 8 milioni di tonnellate di plastica. E’ come se ogni minuto un camion di rifiuti riversasse tutto il suo carico in mare.

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Isole di plastica.

Lo dimostrano le isole di rifiuti in mare aperto, composte da migliaia di plastiche compattate dalle rotazioni delle correnti oceaniche.  L’isola più famosa è la Great Pacific garbage patch – anche conosciuta come Pacific trash vortex, cioè “vortice di immondizia dell’oceano Pacifico” – scoperta negli anni Ottanta e che non smette di crescere. Si trova tra la California e le Hawaii e, secondo alcune stime, sarebbe arrivata a un’estensione di 10 milioni di chilometri quadrati. Ma non è l’unica, sono almeno cinque le grandi isole di plastica negli oceani.

Le microplastiche, nemico invisibile.

Alle isole di rifiuti, si aggiunge un altro problema. In mare la plastica si decompone in frammenti sempre più piccoli, inferiori ai 5 millimetri. Sono le cosiddette microplastiche, che una volta ingerite dai pesci entrano nella catena alimentare. Arrivando, come è evidente, fino a noi.

Secondo Greenpeace sono almeno 170 “gli organismi marini – vertebrati e invertebrati – che certamente ingeriscono frammenti di plastica” tra cui pesci come tonno rosso, sgombro, pesce spada. E’ quanto mai urgente secondo loro diminuire la produzione e il consumo di plastiche e di prodotti usa e getta, non compostabili.

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Mediterraneo “zuppa di plastica”.

Un problema che riguarda anche il Mediterraneo. Gli scienziati del Cnr hanno definito il Mare Nostrum una “zuppa di plastica”, con concentrazioni di rifiuti superiori persino alla grande discarica nel Pacifico: “nel vortice subtropicale del Pacifico settentrionale nel 1999 sono stati stimati circa 335.000 frammenti di plastica per chilometro quadrato, mentre nel Mediterraneo si parla di una media di circa 1,25 milioni. Nel tratto di mare tra la Toscana e la Corsica è stata rilevata la presenza di circa 10 kg di microplastiche per km2”.

Secondo il monitoraggio di 105 spiagge fatto quest’estate da Legambiente in 8 paesi del Mediterraneo, nei luoghi monitorati sono stati trovati “oltre 58mila rifiuti, per una media di 561 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia. L’82 per cento dei rifiuti spiaggiati trovati è di plastica”, con una percentuale ancora preoccupante di sacchetti di plastica. Di qui la proposta fatta alle Nazioni Unite di mettere al bando le buste di plastica non compostabili in tutti gli Stati del Mediterraneo entro il 2020.

 

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alessandromacina
Journalist & TV Reporter at RAI RadioTelevisione Italiana. Founder & Publisher ClimateChange News.

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