Breaking News
Home / Ambiente / Esempio Costa Rica: 300 giorni di energia solo da rinnovabili

Esempio Costa Rica: 300 giorni di energia solo da rinnovabili

Costa Rica record. Nell’anno in corso 300 giorni di energia per il paese sono stati prodotti solo da fonti rinnovabili. Il 99,62 per cento, senza bruciare combustibili fossili. Lo ha comunicato l’ICE, l’ente che gestisce la rete elettrica dello stato centroamericano. In questo modo la Costa Rica ha battuto con sei settimane d’anticipo il suo stesso primato degli anni precedenti. Nel 2015 e 2016, infatti, a fine anno i giorni coperti da sole energie rinnovabili erano stati rispettivamente 299 e 271.

Energia pulita.

“Producción limpia”, si legge nel comunicato ICE. Energia pulita per 300 giorni, da cinque fonti rinnovabili. Ecco quali sono, secondo i dati forniti dal Centro nazionale per il controllo energetico del Costa Rica (CENCE). La produzione di elettricità deriva da: energia idroelettrica per la maggior parte (78 per cento), da geotermico ed eolico per il 20 per cento, infine da sole e biomasse. Tradotto: a produrre energia elettrica sono l’acqua dei fiumi, il calore dei vulcani, turbine eoliche e pannelli solari, i rifiuti.

E’ un paese di soli 5 milioni di abitanti, si può obiettare. Ma se 5 milioni vi sembrano pochi, immaginate – per stare in Italia – se l’intero Piemonte, Veneto, Emilia Romagna o Lazio fossero alimentati esclusivamente a energie rinnovabili. Anche in queste Regioni abitano 5 milioni di persone. Per andare in Europa, gli abitanti del Costa Rica sono equivalenti a quelli di Danimarca, Finlandia, Norvegia. Un piccolo paese dunque, certo. Ma con idee in grande, per eliminare del tutto i combustibili fossili.

Carbone zero.

Eliminare del tutto i combustibili fossili è l’obiettivo in Costa Rica. Un paese che ha già stupito il mondo intero negli anni ’50 quando – dopo una sanguinosa guerra civile – decise di abolire l’esercito. Quasi 70 anni dopo, la Costa Rica è il primo paese al mondo senza forze armate. Una cosa per nulla scontata, considerato il contesto. Intorno a loro, infatti, in centroamerica ma anche a nord e a sud negli stessi anni si è vissuta una storia fatta di regimi militari, colpi di stato, guerre civili, guerre tra Stati. Oggi l’obiettivo è mostrare che si possono lasciare del tutto i combustibili fossili, come fatto con l’esercito.

E’ stata proprio l’abolizione delle forze armate a permettere al paese di spostare risorse dalle spese militari ad altri settori. Si è investito nel sistema sanitario gratuito e in istruzione. Oggi la Costa Rica è il paese del centroamerica con il livello di alfabetizzazione più alto (96 per cento). Si è investito anche nei parchi nazionali. Il 25 per cento del territorio è protetto. La seconda cosa per cui il paese è famoso infatti è una biodiversità unica al mondo. Il 5 per cento di tutta la biodiversità mondiale si trova in Costa Rica. Foresta tropicale, fiumi, coste, ecosistemi che sono studiati da ricercatori di molti paesi e hanno permesso di sviluppare un turismo ambientale.

Embed from Getty Images

Infine, si è investito in infrastrutture per le rinnovabili. Il paese, vero e proprio “polmone verde” dell’America centrale, da almeno vent’anni è impegnato in politiche energetiche incentrate sull’utilizzo di energie pulite. L’obiettivo è diventare il primo stato al mondo totalmente “verde” entro il 2021: un paese “carbon neutral” ovvero a emissioni zero di CO2.

Nuova mobilità.

Nonostante l’elettricità – come detto – arrivi praticamente tutta da fonti rinnovabili, anche in Costa Rica si usa ancora petrolio. In particolare nei trasporti, le energie fossili la fanno da padrone. Nel 2016 oltre il 60 per cento del settore è stato alimentato da derivati del petrolio. L’obiettivo è arrivare al 46 per cento entro il 2050. E nei trasporti, la fanno da padrone le auto, con ripercussioni sulla qualità dell’aria e sulle concentrazioni di particolato pm10. Problemi non dissimili dai nostri.

Il passo decisivo per arrivare all’obiettivo “carbone zero” quindi è cambiare la mobilità. Pochi giorni fa il governo della Costa Rica ha presentato la bozza di un nuovo piano di mobilità elettrica, che riguarda il trasporto pubblico e anche privato. Il progetto di legge che prevede un piano di incentivi per auto, bici, moto e autobus elettrici è già stato votato e approvato dal Congresso.

Su Twitter ne ha dato notizia Monica Araya avvocato ambientale e fondatrice di numerose iniziative sulle energie rinnovabili in Costa Rica. Lei ha iniziato giovanissima e oggi, vent’anni dopo, è a capo delle organizzazioni Costa Rica Limpia e Nivela. Lo scorso anno è stata ospite alla Ted Conference, l’evento annuale delle “idee che vale la pena diffondere” come si legge nel motto “ideas worth spreading”. Lì Araya ha parlato delle strategie per il suo paese.

Ambiente e sviluppo non sono in antitesi.

La prossima sfida, ha detto, è lasciare del tutto i combustibili fossili. Proteggere l’eredità per le future generazioni ed essere d’esempio, come già fatto con l’abolizione dell’esercito. “Non vuol dire che siamo perfetti” ma i risultati raggiunti sulle rinnovabili dimostrano “che aver investito nella protezione dell’ambiente non ha compromesso il nostro sviluppo, anzi. Lo sappiamo, i combustibili fossili sono la causa del cambiamento climatico. Allora perché continuare a importare petrolio per i trasporti quando possiamo usare l’elettricità. Che viene dall’acqua dei fiumi, dal calore dei vulcani, da turbine eoliche, pannelli solari, dai rifiuti”.

Il modello attuale dei trasporti – ha spiegato Araya alla conferenza – danneggia la popolazione, le aziende e la salute. Le immagini delle strade paralizzate dal traffico selvaggio di auto non sono molto diverse da quelle che anche noi viviamo tutti i giorni. Nel traffico, la gente diventa anche più violenta e aggressiva, persino nel paese altrimenti noto per la felicità degli abitanti e per la filosofia pura vida. “Non vogliamo costruire città per le auto, vogliamo città per la gente, in cui poter camminare o andare in bici. La mobilità alternativa non è utopia. Oggi è possibile una mobilità elettrica, possiamo sbarazzarci dei trasporti a petrolio. Entro il 2022 auto elettriche e auto tradizionali costeranno lo stesso. Tante città stanno già sperimentando autobus elettrici, fanno risparmiare e riducono l’inquinamento”.

Essere coraggiosi.

Non è solo una questione di politica ambientale o di programmi per l’ambiente “si tratta del paese che vogliamo, delle città che abbiamo e quelle che vogliamo – conclude Araya. E’ il momento per questa generazione di essere coraggiosi e abolire i combustibili fossili x davvero”. E bisogna farlo per almeno tre motivi, secondo lei. “Primo, il modello di mobilità attuale non funziona. Serve un trasporto pubblico pulito e dignitoso. Non possiamo continuare ad aggiungere auto tradizionali, le città diventeranno invivibili. Secondo, i piccoli cambiamenti non sono sufficienti, serve una trasformazione. Non basta qualche auto elettrica qua e là e qualche autobus elettrico se poi continuiamo a investire nelle stesse infrastrutture: più auto, più strade, più petrolio. Stiamo parlando di liberarci del tutto dal petrolio e non ci si arriva tramite piccoli cambiamenti. Infine, il mondo ha bisogno di fonti di ispirazione, di storie di successo nell’affrontare problemi complessi, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. La Costa Rica può essere un esempio per tutti”.

E l’Italia?

Anche il nostro paese sta già vivendo la transizione energetica, nonostante una battuta d’arresto negli ultimi anni sulle rinnovabili. Quest’anno il governo ha però approvato la nuova Strategia energetica nazionale (SEN) con un piano di decarbonizzazione del paese. E il 2018 sarà l’anno decisivo per il Piano energia-clima voluto dall’UE. Come ci arriviamo, l’Italia sta facendo abbastanza per rispettare gli accordi di Parigi sul clima? Se ne sta discutendo a Roma al Forum Qualenergia. La risposta a questa domanda, nel prossimo articolo.

©2017 ClimateChange News. Riproduzione riservata

About alessandromacina

alessandromacina
Journalist & TV Reporter at RAI RadioTelevisione Italiana. Founder & Publisher ClimateChange News.

Check Also

Tesoro ambiente: piantare alberi ci salverà

In Costa Rica già lo sanno: piantare alberi ha salvato il Paese. E ha generato …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *