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Tornado su Sanremo, Liguria. Perché eventi estremi nel Mediterraneo

Una violenta tromba d’aria si è abbattuta sulla città di Sanremo, in Liguria. Si è formata improvvisamente dal mare e in pochi minuti ha colpito il centro città e il lungomare. Come riportano oggi i quotidiani, anche se di breve durata, la tromba d’aria con le sue fortissime raffiche di vento ha causato danni e molta paura. Tutto è accaduto a metà giornata, verso le 13.

Le immagini, apocalittiche, stanno avendo molto risalto sui media. Sembrava infatti un vero e proprio tornado. Guarda il video su La Stampa.

Sanremo si aggiunge all’elenco sempre più lungo delle città italiane colpite da eventi estremi negli ultimi anni. Secondo le osservazioni di Legambiente nel rapporto “Le città alla sfida del clima”, sarebbero in totale 126 le città in Italia colpite da eventi estremi dal 2010. Parliamo di alluvioni, frane, trombe d’aria che hanno portato all’apertura di 56 stati d’emergenza e danni accertati per 7,6 miliardi di euro. In quest’ultima estate abbiamo visto gli effetti del cambiamento climatico con una siccità fortissima, incendi triplicati rispetto all’anno precedente che hanno distrutto 120mila ettari e a settembre l’alluvione di Livorno con la morte di 8 persone. Prima di un’altra lunga siccità durata quasi tutto l’autunno, con temperature anomale in tutta Italia.

Effetto del riscaldamento globale?

Una cosa è certa, acque più calde vuol dire fenomeni e precipitazioni più violenti. Ogni mezzo grado in più fa aumentare del 3 per cento l’umidità dell’atmosfera: vuol dire che i cieli si è riempiono prima di acqua e ne hanno una quantità maggiore da scaricare.

“Sul territorio nazionale già si avvertono i primi sintomi di impatti pesanti dovuti al cambiamento climatico in atto. Penso alle ondate di calore e ai lunghi periodi di siccità, inframezzati da episodi di precipitazioni violente la cui intensità aumenta soprattutto a causa delle acque sempre più calde del Mediterraneo. Queste forniscono vapore acqueo ed energia ai sistemi atmosferici. E questi, seguendo le leggi della termodinamica, non possono far altro che scaricare violentemente questa energia sul territorio. Con le conseguenze che tutti, periodicamente, vediamo”. Lo aveva spiegato a ClimateChange News in questo articolo il fisico del clima del CNR Antonello Pasini, vicepresidente della Società italiana per le scienze del clima e autore del libro Effetto serra, effetto guerra.

Tornado nel Mediterraneo, la ricerca CNR

Pochi mesi fa lo stesso Antonello Pasini ha pubblicato sulla rivista internazionale Scientific Reports una specifica ricerca su questo fenomeno. Ne ha scritto anche sul suo blog, sulla rivista Le Scienze. Il tema della ricerca è esplorare la connessione e gli effetti di temperature anomale del mare e la formazione di violenti tornado nel Mediterraneo. Oggetto di studio è il violento tornado che colpì Taranto nel 2012, causando un morto e 60 milioni di euro di danni.

Lo studio dimostra che l’origine di quel tornado è stata proprio la temperatura del mare, più calda di 1 grado rispetto alla media climatologica del periodo. Ma c’è di più, la ricerca estende il modello variando la temperatura, per capire cosa sarebbe successo con 1 grado in più o in meno. Il risultato è che con 1 grado in meno – cioè con la temperatura della superficie del Mar Jonio in linea con la media – il tornado non si sarebbe formato. Al contrario, con 1 grado in più – valore medio che sarà molto probabile entro pochi decenni – il tornado sarebbe stato molto più intenso. E’ la dimostrazione che temperature più alte causeranno nel Mediterraneo tornado sempre più violenti, anche perché “la loro intensità non cresce gradualmente, ma è destinata ad aumentare in modo più rapido una volta superato un certo valore di temperatura”, dice Pasini.

Il ciclone Ockhi

Secondo gli scienziati ci dobbiamo aspettare eventi sempre più estremi, frequenti, imprevedibili nell’intensità. Gli eventi meteo estremi sono aumentati in tutti i continenti in particolare dagli anni Ottanta. Dal 1970 al 2012 ci sono stati 8.835 disastri legati al clima, il 40 per cento di essi hanno avuto luogo tra il 2001 e il 2010. Lo riporta l’Ejf.

Di molti eventi meteo estremi, a latitudini lontane, non ci arriva nemmeno notizia. Come della tempesta ciclonica Ockhi che in questi giorni sta colpendo con forti piogge e venti l’India meridionale e Sri Lanka. Lo riporta l’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO). Sono già diciassette le vittime e decine i dispersi.

©2017 ClimateChange News. Riproduzione riservata

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Journalist & TV Reporter at RAI RadioTelevisione Italiana. Founder & Publisher ClimateChange News.

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