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Il nuovo Artico sempre meno ghiacciato, il rapporto annuale del NOAA

L’Artico continua a riscaldarsi a velocità doppia del resto del Pianeta. Il 2017 artico è stato il secondo anno più caldo di sempre, con un aumento medio di temperatura di +1,6°C e superficie del mare fino a 4 gradi sopra la media. Un riscaldamento senza precedenti in 1.500 anni. Sono questi i principali risultati dell’edizione 2017 dell’Arctic Report Card, lo studio annuale sulla salute dell’Artico fatto dagli scienziati del NOAA, l’Agenzia governativa americana per l’atmosfera e gli oceani.

Una “nuova normalità”.

L’Artico gelido, congelato in maniera stabile, prevedibile e affidabile che abbiamo conosciuto nei decenni passati non c’è più – si legge nel rapporto – né mostra segni di poter tornare a quella condizione. Al contrario, la “nuova normalità” dell’Artico sono temperature dell’aria più calde – nel 2017 le seconde più alte mai misurate – e diminuzioni del ghiaccio marino anche per effetto di temperature del mare fino a 4 gradi sopra la media. E si conferma il trend degli anni precedenti, la regione artica continua a scaldarsi molto più velocemente del resto del globo.

Processo di lungo periodo, ritmo più veloce.

Lo studio, alla sua dodicesima edizione, è il frutto del lavoro di 85 scienziati di 12 paesi. E’ stato presentato la scorsa settimana a New Orleans in occasione dell’incontro annuale dell’American Geophysical Union. Nei dati del 2017 gli scienziati hanno trovato conferme di come l’Artico stia vivendo una “nuova normalità” che consiste in un processo di lungo periodo che sta portando a perdite sia nell’estensione che nello spessore della copertura di ghiaccio, nell’estensione e nella durata della neve invernale e un’accelerazione dello scioglimento del permafrost. Non sono tanto i cambiamenti ad aumentare, quanto il ritmo di questi. “L’entità e il ritmo dello scioglimento dei ghiacci polari e il riscaldamento della superficie degli oceani nel 21esimo secolo non hanno precedenti negli ultimi 1500 anni e probabilmente molto più in là”, afferma il rapporto.

La primavera ed estate 2017 sono state leggermente più fresche del 2016 e abbastanza in linea con le medie del periodo 1981-2010. Ma queste indicazioni, dicono gli scienziati del NOAA, non indicano un cambio di tendenza. Al contrario, vanno viste all’interno di un contesto generale che mostra evidenti segni di una “nuova normalità” riassumibile in un dato: l’Artico si sta riscaldando due volte più velocemente del tasso di aumento della temperatura globale.

I numeri dell’Artico nel 2017.

Nel dettaglio, i numeri di questa “nuova normalità” sono:
–  temperature dell’aria più calde. La temperatura media del 2017 è stata la seconda più alta di sempre – dopo il record del 2016 – con 2,9 gradi Fahreneit (1,6 Celsius) sopra la media. Il grafico in basso mette a confronto la storia delle temperature superficiali registrate all’Artico (linea rossa) con quelle globali (linea grigia). Il tasso di riscaldamento all’Artico è il doppio di quello che si verifica nel mondo intero.

ghiaccio marino in diminuzione. A marzo 2017 i satelliti hanno registrato il minimo invernale più basso mai registrato (1979-oggi). E il minimo di settembre era inferiore del 25% rispetto alla misura del ghiaccio marino medio del periodo 1981-2010. Il ghiaccio marino, poi, è sempre più sottile. Questo perché la copertura di ghiaccio diventa sempre più giovane e magra. Nel 2017 il ghiaccio pluriennale (vecchio di più di 1 anno) comprende solo il 21% della copertura totale, rispetto al 45% del 1985. L’80 per cento è ghiaccio annuale, a forte rischio di scioglimento a causa della doppia fusione indotta dalle temperature più calde dell’aria e del mare.

La mappa qui sotto diffusa dal Noaa mostra la temperatura da ottobre 2016 a settembre 2017 rispetto alla media del periodo 1981-2010. L’anno di monitoraggio del clima nell’Artico termina infatti per convenzione a settembre, quando il ghiaccio marino raggiunge l’estensione minima dell’anno. Il rosso scuro indica luoghi fino a 11 gradi Fahrenheit (6,1 gradi centigradi) più caldi rispetto alla media; le aree blu mostrano il contrario.

NOAA Climate.gov Data: ARC 2017

sopra la media anche le temperature dell’oceano. Le temperature della superficie del mare registrate ad agosto 2017 erano di 7,2 gradi Fahrenheit (+4 gradi Celsius) sopra la media nei mari di Barents e Chukchi. In generale, la temperatura delle acque superficiali del mare di Chukchi ha sperimentato nel 2017 la più grande tendenza al riscaldamento (0,7 gradi Celsius) per decennio dal 1982.

permafrost in disgelo e tundra più verde comportano infine cambiamenti negli ecosistemi e nella catena alimentare. La vegetazione complessiva aumenta, portando un inaspettato rischio incendi e anche in mare si registra un boom nella crescita del plancton per effetto dello scioglimento primaverile del ghiaccio che permette alla luce del sole di raggiungere gli strati superiori del mare.

Ciò che accade nell’Artico non rimane in Artico.

“L’Artico è stato tradizionalmente il frigorifero del pianeta, ma la porta del frigorifero è stata lasciata aperta”, ha detto Jeremy Mathis, capo del programma di ricerca artica NOAA e coautore del rapporto di 93 pagine.  “Le conseguenze di questo continuo riscaldamento sono disastrose, influenzano la pesca ma compromettono anche strade, abitazioni e infrastrutture e aumentano il rischio di incendi. Il 2017 ha continuato a mostrarci che siamo in questa tendenza peggiorativa e che l’Artico è un posto molto diverso rispetto a un decennio fa”.

“Quel che accade nell’Artico non rimane in Artico, ma riguarda anche il resto del pianeta” ha osservato il capo del NOAA, Timothy Gallaudet. “L’Artico ha un’enorme influenza sul resto del mondo in generale”.

©2017 ClimateChange News. Riproduzione riservata

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Journalist & TV Reporter at RAI RadioTelevisione Italiana. Founder & Publisher ClimateChange News.

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