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Le foto ambientaliste dell’anno. CIWEM Epoty Award

Si chiude il 2017, anno che sarà ricordato per eventi estremi sempre più frequenti e violenti, e sempre più costosi. Eventi che a livello globale hanno comportato danni due volte superiori a quelli del 2016. 100 miliardi di dollari di danni solo dalla stagione degli uragani più violenti di sempre sull’Atlantico, con la rapida sequenza dei distruttivi Harvey, Irma, Maria. Tutti abbiamo ancora negli occhi le immagini di Miami inondata, ma è solo la parte più mediatica. Porto Rico vive da mesi un’emergenza umanitaria dimenticata.

Un anno che sarà ricordato anche per alcuni passi indietro nelle politiche sul clima. Su tutti, l’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi, annunciata dal presidente Trump lo scorso giugno. Un passo in direzione contraria all’ambiente da parte del più grande produttore di CO2 della storia. CO2 che quest’anno ha raggiunto i livelli più alti di concentrazione in atmosfera, fino a 410 parti per milione. Livelli mai visti in 800 mila anni di storia. Il 2017, i dati presto lo confermeranno ufficialmente, si avvia anche ad essere tra i tre anni più caldi mai registrati – dopo il record assoluto del 2016. Ma il 2017 sarà l’anno più caldo di sempre senza l’influsso di El Niño, la calda corrente oceanica con effetti climatici su scala globale.

Effetti del cambiamento climatico sempre più evidenti, nonostante la poca informazione porti ancora l’opinione pubblica a poter essere facilmente confusa- tra clima e meteo – come dimostra l’ultimo tweet di Donald Trump. Cavalcando l’ondata eccezionale di gelo sull’Est degli Stati Uniti, il presidente Trump ha parlato ancora una volta ironicamente di riscaldamento globale. “Potrebbe essere il Capodanno più freddo – ha twittato Trump. Forse ci potrebbe servire un po’ di quel buon vecchio riscaldamento globale per proteggersi dal quale gli Stati Uniti, non altri paesi, stavano per pagare migliaia di miliardi di dollari. Copritevi bene!”

Le foto ambientaliste dell’anno.

Ma l’anno lo vogliamo chiudere in bellezza, grazie alle migliori foto ambientaliste del 2017. Sono le immagini vincitrici del contest internazionale promosso ogni anno da CIWEM, organizzazione britannica impegnata nel settore ambientale. Il premio si chiama Epoty Award ed è alla sua decima edizione. Si tratta di un concorso fotografico aperto a tutti i fotografi professionisti e dilettanti, nazionali e internazionali di tutte le età.

Il CIWEM Environmental Photographer of the Year è una vetrina internazionale dedicata al meglio della fotografia ambientale. La competizione intende incoraggiare le voci contemporanee, creative, originali, ma soprattutto le immagini che possano ispirare le persone di tutto il mondo a prendersi cura del nostro ambiente.

Perché non va mai dimenticato che i dati e i numeri del cambiamento climatico, così come quelli dell’impatto delle attività umane e dell’inquinamento, riguardano la vita di tutti noi. Sono presenti nella nostra quotidianità.

La fotografia dell’anno.

Environmental Photographer of the Year: Quoc Nguyen Linh Vinh, “The hopeful eyes of the girl making a living by rubbish”

Il premio al Fotografo ambientale dell’anno (EPOTY) 2017 è stato assegnato a Quoc Nguyen Linh Vinh, del Vietnam, per “The hopeful eyes of the girl making a living by rubbish”. Gli occhi pieni di speranza sono quelli di una giovanissima ragazza che guarda al cielo con fiducia, nonostante si trovi in mezzo a una montagna di rifiuti. Questa foto è stata scattata nella discarica della città di Kon Tum in Vietnam e ritrae una giovane ragazza e sua madre circondate da sporcizia e inquinamento, mentre si guadagnano da vivere raccogliendo rifiuti. Descrivendo la foto, Vinh ha dichiarato: “La bambina era felice, guardando le nuvole scure e chiacchierando con sua madre. Era così commovente. Avrebbe dovuto godersi la sua infanzia e giocare con gli amici piuttosto che essere lì”.

Changing Climates.

Changing Climates: Jose Luis Rodriguez, “Flight for Life”

Jose Luis Rodriguez è stato premiato per la categoria Changing Climates per la sua immagine “Flight for Life“. La foto cattura un martin pescatore a mezz’aria, all’ombra del pesante inquinamento da combustibili fossili causato dalle numerose fabbriche sullo sfondo. L’autore ha detto: “Vincere in questa categoria è un grande onore in quanto mi permette di mostrare il mio lavoro e inviare un messaggio pubblico sull’importanza di proteggere l’ambiente.”

Built Environment.

Built Environment: Raju Ghosh, “Struggle”

La categoria Built Environment è stata vinta da Raju Ghosh  con la foto “Struggle“, simbolo della battaglia del subcontinente indiano afflitto dalla violenza crescente dei monsoni. Scattata nel Bengala Occidentale, in India, l’immagine di questo bambino vuole mostrare come le infrastrutture del posto spesso non siano sufficienti a far defluire l’acqua. E coloro che vivono nelle baraccopoli sono i più colpiti. “Sono fiducioso che la mia fotografia possa aiutare a salvare il nostro pianeta e le persone che ci stanno lottando ogni giorno” ha dichiarato Gosh.

Mobile phone.

Mobile Phone: Lloyd Ericson Castro Rodriguez, “After The Monsoon”

Lloyd Ericson Castro Rodriguez, vincitore della categoria Mobile Phone per l’immagine ‘After The Monsoon‘ mostra invece la distruzione di un monsone attraverso l’immagine di un bambino sulla sua bicicletta di fronte alla chiesa parrocchiale alluvionata di San Guillermo a Bacolor, nella provincia di Pampanga, Filippine. Rodriguez ha dichiarato: “Nonostante le condizioni in cui vive, il ragazzo non si scoraggia e si sta ancora divertendo mentre spruzza con le ruote della sua bici”.

Giovane fotografo ambientale dell’anno.

Young Environmental Photographer of the Year: Syed Umer Hasan, “Karachi Wildlife”

Infine, il giovane fotografo ambientale dell’anno è Syed Umer Hasan, fotografo di “Karachi Wildlife“. Come alcune città in rapida crescita nel mondo, Karachi in Pakistan sta affrontando una crisi dovuta alla presenza di molti cani randagi. Centinaia di essi sono stati avvelenati, spronando gli attivisti per i diritti degli animali a condannare le uccisioni. Allo stesso tempo, migliaia di persone nella città hanno subito morsi, da questi randagi affamati. Hasan ha dichiarato: “Questi sono problemi prevalenti nei paesi in via di sviluppo di tutto il mondo, e né la gente né gli animali lo meritano”.

Al 2018! Un nuovo anno di lotta contro i cambiamenti climatici, per una consapevolezza sempre maggiore del fenomeno che possa guidare un’azione globale sul clima.

©2017 ClimateChange News. Riproduzione riservata

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Journalist & TV Reporter at RAI RadioTelevisione Italiana. Founder & Publisher ClimateChange News.

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