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Friederike, ancora vittime da eventi meteo estremi in Europa

Lontana da noi. Non così tanto, ma abbastanza da essere derubricata a “maltempo sul Nord Europa”. Si chiama Friederike la tempesta che ha travolto Belgio, Olanda e Germania causando 10 morti, feriti e milioni di euro di danni, prima di raggiungere la Polonia (guarda qui i video su Repubblica).

Friederike si va ad aggiungere al già lungo elenco di eventi meteo estremi del 2018. Un anno cominciato con la “bomba” di gelo artico sull’Est degli Stati Uniti. Violenti piogge sulla California già martoriata dagli incendi delle settimane precedenti, con frane e 17 vittime. Ma anche temperature calde record nell’estate australiana e in Sud America. Solo per ricordare alcuni fenomeni recenti.

Questa è stata anche la settimana di Berguitta, un uragano che ha attraversato l’Oceano Indiano prima di essere declassato a tempesta tropicale. Ha colpito le isole Mauritius e Reunion con venti a 120km/h. Portava con sè una quantità di pioggia equivlente a un anno di precipitazioni sulla Corsica.

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I danni di Friederike in Europa.

La tempesta Friederike ha flagellato il Nord Europa con venti fino a 200 km orari. Le immagini che arrivano mostrano aeroporti in tilt, traffico ferroviario e autostradale messo a dura prova, camion rovesciati dalla forza del vento, case scoperchiate e mari in burrasca.

Nei Paesi Bassi il bilancio è di tre di morti e un ferito, tutti colpiti da rami o da alberi sradicati dal vento. Le forti raffiche hanno danneggiato anche la sede di Europol – l’ufficio europeo di polizia – all’Aja.

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In Belgio la furia della tempesta ha causato una morte, quella di una una donna rimasta schiacciata nella sua auto per la caduta di un albero, a sud-est di Bruxelles. Almeno quattro i feriti ad Anversa. La circolazione dei treni ad alta velocità verso Olanda e Germania è stata interrotta per l’intera giornata.

Il bilancio più drammatico in Germania dove l’uragano Friederike ha causato la morte di almeno sei persone, di cui due vigili del fuoco impegnati nei soccorsi.

Ma la bufera di vento che imperversa in Europa centro-settentrionale nelle stesse ore ha spazzato anche la Gran Bretagna. Colpita in particolare l’Inghilterra orientale con raffiche oltre i 130 chilometri all’ora. Ma danni e disagi si registrano ovunque, anche in Galles e in  Scozia, aggravati dalla neve che da alcuni giorni cade abbondante. In totale quasi 50.000 case sono rimaste senza corrente elettrica e alcuni comunità rurali sono isolate.

Maltempo o cambiamento climatico?

Come abbiamo avuto modo di spiegare (vedi qui, qui e qui), la maggiore frequenza di eventi estremi è un chiaro indicatore del cambiamento climatico, secondo gli scienziati. Anzi è uno dei suoi effetti più evidenti. Un Pianeta più caldo e in cui viene meno la funzione di regolazione climatica dei Poli, diventa un Pianeta in cui attendersi eventi meteo estremi sempre più frequenti e imprevedibili nell’intensità a tutte le latitudini.

Negli Stati Uniti, ha ricostruito l’agenzia federale statunitense di studi atmosferici NOAA, gli eventi estremi sono aumentati sia in numero che in intensità. Nel 2017 sono stati 16 gli eventi estremi con danni oltre il miliardo di dollari, per un totale complessivo di oltre 306 miliardi di dollari di danni causati dal clima in un solo anno. Il 2017 anno è stato l’anno degli eventi estremi più costosi della storia degli Stati Uniti, dagli uragani Harvey, Irma e Maria fino alla siccità record e i devastanti incendi in California.

L’Europa, ricorda l’Ue nel report “Azione per il clima” si sta riscaldando ancora di più del resto del Pianeta. Se l’incremento medio globale di temperatura è stato di +0,8 gradi rispetto ai livelli preindustriali, in Europa è stato di +1,4 gradi, scrive l’Unione Europea. E il 2017 ha confermato appieno la tendenza mondiale, diventando insieme a 2015 e 2016 il triennio più caldo mai misurato. Parallelamente sono aumentati gli eventi estremi. Solo in Italia dal 2010 sono più di 130 le città e 18 le Regioni colpite da eventi estremi, che hanno causato 150 vittime, 40mila persone evacuate e danni accertati per circa 8 miliardi di euro.

Il Forum economico mondiale (WEF) nell’ultimo Global Risk Report appena diffuso, ha identificato gli eventi meteo estremi e il fallimento nelle azioni contro il cambiamento climatico tra le 5 minacce globali più gravi del 2018. “Continua negli ultimi decenni una tendenza verso eventi meteorologici sempre più costosi” si legge nel report. “Aumentano i danni anche da piogge estreme: dei 10 disastri naturali che hanno causato la maggior parte delle morti nella prima metà del 2017, otto sono state inondazioni o frane. I rischi legati alle condizioni climatiche e le tempeste sono anche una delle principali cause di migrazione. Gli ultimi dati mostrano che il 76% dei 31,1 milioni di sfollati del 2016 sono stati costretti a lasciare le loro case a causa di eventi meteorologici”. Aumentano a tutte le latitudini le temperature estreme – continua ancora il report – causando stagioni di incendi sempre più lunghe, violente e costose. I danni maggiori quest’anno in California, Cile, Portogallo. Aumentano in tutto il mondo anche i danni da inquinamento atmosferico, con il 90 per cento della popolazione mondiale che vive in aree con livelli di inquinamento superiori alle linee guida dell’OMS.

I dati dimostrano ancora una volta che ce ne sarebbe abbastanza per far diventare questo tema il primo nell’agenda politica di ogni Paese.

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alessandromacina
Journalist & TV Reporter at RAI RadioTelevisione Italiana. Founder & Publisher ClimateChange News.

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