Breaking News
Home / Ambiente / Tesoro ambiente: piantare alberi ci salverà

Tesoro ambiente: piantare alberi ci salverà

In Costa Rica già lo sanno: piantare alberi ha salvato il Paese. E ha generato sviluppo. Oggi le Nazioni Unite lo hanno scritto nell’ultimo rapporto Ipcc: se al 2030 vogliamo evitare le conseguenze irreversibili del cambiamento climatico, dobbiamo piantare alberi. Non basterà tagliare le nostre emissioni, andrà sequestrata la Co2 in eccesso direttamente dall’atmosfera dove permane per circa 100 anni. Alle soluzioni tecnologiche in via di sviluppo su larga scala, dovremo affiancare la soluzione naturale: gli alberi.

Costa Rica: come riforestare un Paese intero.

E’ iniziato nel 1987 il grande progetto governativo che in Costa Rica ha permesso di riforestare 1 milione 200 mila ettari del Paese. Perché il 1987? Perché sembra impossibile a dirsi, ma questo paese “verde” solo 30 anni fa era completamente diverso. Il dato che lo dimostra, riguarda proprio le foreste. Alla fine degli anni Ottanta, i due terzi del Paese erano stati deforestati per fare spazio all’agricoltura e soprattutto per ricavare la legna da vendere sul mercato internazionale. Era quello il modello economico dominante dell’epoca. Nel 1987, le foreste erano arrivate al minimo assoluto: 21 per cento.

Da lì, dal punto più basso, Costa Rica decide di rinascere dal punto di vista ambientale. Il governo di Oscar Arias, successivamente Premio Nobel per la Pace, inverte la rotta. Ci si rende conto che l’esaurimento delle risorse naturali non avrebbe portato sviluppo a lungo termine: cosa sarebbe successo, una volta disboscato tutto il Paese? Si inizia allora a riforestare. Parallelamente, nascono decine di nuovi parchi nazionali e si investe nelle energie rinnovabili.

Risultato: oggi più della metà del Paese è di nuovo ricoperto di foreste, il 53 per cento. E la rete di parchi nazionali è la più grande al mondo, con il record di oltre il 30 per cento di aree protette. E’ l’obiettivo che la Convenzione internazionale per la Biodiversità chiede a tutti gli Stati per il 2030 .

Tutto questo vale per la Costa Rica 3 miliardi di dollari l’anno di turismo ambientale, questo infatti è il Paese in cui è nato l’ecoturismo. Mentre è letteralmente incalcolabile il valore ecosistemico che questi parchi custodiscono. Un vero e proprio scrigno di biodiversità: questo piccolo Paese che occupa appena lo 0,03 per cento della superficie del Pianeta custodisce e protegge più del 5 per cento di tutta la biodiversità mondiale.

Rivedi PresaDiretta “Il tesoro dell’ambiente”https://www.raiplay.it/video/2019/03/Costa-Rica-il-tesoro-dellaposAmbiente—02032019-1eeb0805-c510-45e5-ad22-6f0c407092ab.html

Il valore economico dei servizi ambientali.

Il programma si chiama Pago por Servicios Ambientales (PSA). Lo potremmo tradurre con: se tu mantieni la natura, se ti prendi cura delle tue foreste, non le tagli e anzi pianti nuovi alberi, io ti pago. “Io” è lo Stato. E’ lo Stato a pagare i piccoli e grandi proprietari terrieri che scelgono di non togliere spazio alla natura e di preservare un bosco preesistente oppure di riforestare una nuova area. Il contratto dura per 15 anni e può essere ripetuto. Al privato, vengono pagati in media 200 dollari all’anno per ettaro.

Questo programma è stato il primo esempio al mondo di contabilizzazione dei servizi ecosistemici e ancora oggi viene studiato da decine di Paesi in tutto il mondo. Si può dire che è nato in Costa Rica, grazie a questo programma, il concetto di “capitale naturale“. Il PSA è operativo dagli anni Novanta ed è stato finanziato grazie alla prima carbon tax al mondo, introdotta in Costa Rica già nella legge forestale del 1976. Si tratta di un prelievo del 3,5 per cento sul consumo di combustibili fossili e genera un contributo di circa 40 milioni di dollari all’anno destinati al Fondo di Finanziamento Forestale, gestito dal Ministero dell’Ambiente e dell’Energia. Ogni ettaro di foresta assorbe in media 4,2 tonnellate di Co2 all’anno. E’ semplice il calcolo di cosa ha significato per l’ambiente questo programma. Basta moltiplicare l’abbattimento di Co2 su oltre 1 milione di ettari.

Città da riforestare

Il Pianeta non potrà prescindere da città più verdi. E’ enorme il tema della forestazione urbana. Sono coinvolte Cina e India, dove si stanno piantando milioni di alberi per contrastare l’inquinamento. Nel mondo in 17 anni sono comparsi 518 milioni di ettari di nuove aree boschive, una superficie pari a quella della foresta amazzonica.

Il governo australiano progetta di piantare entro il 2050 un miliardo di nuovi alberi, con cui contrastare l’inesorabile cambiamento climatico che rende l’Australia sempre più desertica e inquinata. Secondo i dati del governo, le nuove foreste sarebbero in grado di assorbire 18 milioni di tonnellate di gas serra l’anno e il Paese riuscirebbe ad onorare l’accordo sul clima di Parigi in cui nel 2015 ci si proponeva di contenere il riscaldamento globale a 1,5 gradi sopra i livelli preindustriali.

Uno dei progetti di forestazione urbana a cui si guarda con più interesse al mondo riguarda la città di Milano. La città progetta di tornare “verde” grazie a 3 milioni di alberi che verranno piantati entro il 2030. Gli alberi permetteranno ogni anno di sequestrare 5 milioni di tonnellate di Co2. E il Comune di Milano ha anche calcolato che la temperatura della città sarà di 2 gradi in meno, quindi più fresca. Ripiantare alberi significa anche ripensare a 360 gradi la città. Il progetto riguarda zone della città che verranno riqualificate col verde, come periferie o ex aree industriali dismesse. Lì cambieranno anche i servizi: piste ciclabili e edilizia sostenibile di facile accesso per i più giovani. Si progetta di trasformare in parco la vecchia rete ferroviaria merci, oggi inutilizzata. Verranno piantati alberi in 2 mila scuole. 10 mila metri quadrati di verde compariranno sui tetti delle case della città già nota per il Bosco Verticale.

©2019 ClimateChange News

About alessandromacina

alessandromacina
Journalist & TV Reporter at RAI RadioTelevisione Italiana. Founder & Publisher ClimateChange News.

Check Also

La meglio gioventù che difende il pianeta

Tutti i media finalmente si stanno accorgendo dell’urgenza del problema clima. Grazie a Greta Thunberg, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *