Breaking News
Home / Clima / Venezia. Acqua alta senza fine

Venezia. Acqua alta senza fine

Venezia. Novembre 2019. Seconda acqua alta di sempre. Solo 12 mesi prima, la quarta più alta di sempre. Questi sono i cambiamenti climatici.

Quando sono arrivato a Venezia a fine novembre era in arrivo un’alta marea eccezionale. La terza in una settimana superiore ai 140 cm. Appena usciti dalla stazione centrale di Santa Lucia bisogna subito indossare le galosce. 

In un paio d’ore la marea si sarebbe alzata ancora di 20 cm, raggiungendo il suo picco a 160 cm. Ma già al nostro arrivo è tutto allagato. Anche a Cannaregio, una delle zone più alte della città. L’acqua qui ha quasi raggiunto l‘altezza delle passerelle, invadendo negozi e i tanti hotel della zona, frequentatissima dai turisti. Da qui infatti si raggiunge a piedi Rialto e piazza San Marco. 

Di solito qui non ci allaghiamo” racconta un commerciante che ha già dovuto azionare le pompe per tirare via l’acqua dal suo negozio. “Fino a 1 metro e 45 sopra il livello del mare noi siamo a posto, la marea non ci tocca. Sì, qualche volta abbiamo avuto l’acqua alta anche noi, ma non a questi livelli. Oggi è una cosa eccezionale”.

Tutto sta cambiando molto velocemente – interviene la negoziante vicina – Qui ci eravamo allagati 3 anni fa e 10 anni fa. Ma era una volta ogni cinque, sei anni. Ora è successo tre volte in una settimana”.

Settantadue ore prima, la seconda marea più alta di sempre a 187 cm ha fatto il giro del mondo. La Basilica di San Marco si era allagata soltanto sei volte in 1.200 anni. Tre volte è stato negli ultimi 20 anni, due di queste negli ultimi 12 mesi. Questi eventi hanno fatto dichiarare al Sindaco di Venezia “sono gli effetti dei cambiamenti climatici”.

Quello che la scienza aveva previsto per i prossimi anni, relativamente all’innalzamento del livello del mare, qui è già successo. Venezia è diventata un simbolo dell’emergenza climatica in corso. Perché ha dimostrato che non dobbiamo aspettare fine secolo per vedere i peggiori effetti del riscaldamento globale. Già oggi gli eventi meteo estremi sempre più intensi ci stanno facendo vedere come potrebbero diventare le aree del mondo a rischio allagamento. Vale per Venezia come per le isole del Pacifico, le Maldive, le coste indonesiane, Jakarta, Miami e Shangai. 

L’ANDAMENTO DELLE MAREE A VENEZIA. ECCEZIONALI?

Si potrebbe dire, ma l’acqua alta a Venezia c’è sempre stata. Sì, ma mai così alta. E mai così frequente. A dimostrarlo sono i dati storici del centro segnalazioni e previsioni maree del comune di Venezia. 

Se negli anni Ottanta le maree maggiori di 110 cm erano state 26, nell’ultimo decennio sono quasi triplicate diventando 69. Il trend è in crescita, e i dati dell’ultimo decennio ancora in aggiornamento. Solo nel 2019 le maree maggiori 110 cm sono state 26.

“Acqua alla gola” vedi su RaiPlay il reportage da Venezia: https://www.raiplay.it/video/2020/02/presa-diretta—il-polmone-blu-06a5d5ad-4cb9-4d53-a1f8-ff5ab0e3cce9.html

Le alte maree eccezionali di questo autunno hanno riaperto a livello mondiale lo scandalo del Mose, il sistema di 78 paratoie per proteggere Venezia dalle inondazioni, non ancora terminato. Secondo il ministero delle Infrastrutture il Mose, costato oltre 5,5 miliardi di euro di soldi pubblici, non sarà operativo prima di fine 2021. I lavori sono iniziati nel lontano 2003 e il progetto è di 30 anni fa. Sono molti i pareri autorevoli che ritengono il Mose ormai inadeguato alla situazione del livello del mare di Venezia.

QUANTO SI E’ ALZATO IL MARE A VENEZIA

L’altimetria di Venezia mostra che la città si trova quasi per intero ad un’altezza compresa tra 90 e 140 cm sul livello del mare. E’ questione di poco – 20 cm circa di marea – se si allaga il 30 per cento o l’80 per cento di Venezia. 

Una parte più piccola di Venezia – il 10 per cento – si allaga con 110 cm di marea. E’ la zona più centrale e antica, oggi a rischio allagamento anche in giornate apparentemente normali. “Piazza San Marco è uno dei punti più bassi della città” affermano i ricercatori Ismar Cnr. “Inizia ad allagarsi già con 75/80 cm di acqua ovvero poco più della normale marea astronomica”. 

La zona della Basilica, la più fragile, è sempre più esposta perché la piazza si allaga completamente con un metro e mezzo di marea. Il problema è che il livello medio del mare in laguna si è già alzato molto. 

Si calcola che nell’ultimo secolo il mare a Venezia si sia già alzato di 26 cm nel centro storico e un po’ di più in alcune zone della laguna” secondo Davide Bonaldo, un altro ricercatore Ismar Cnr che mi ha raggiunto a Piazza San Marco. “Questi 26 cm sono la somma di 12 cm di innalzamento effettivo del livello del mare e 14 cm di sprofondamento dello strato di sedimenti su cui poggia Venezia. Secondo le previsioni il mare a livello medio globale si potrebbe alzare di oltre 1 metro a fine secolo. Questo è un impatto davvero significativo”.

50 SITI UNESCO A RISCHIO ALLAGAMENTO NEL MEDITERRANEO

I danni dovuti all’innalzamento del livello del mare potrebbero costare un trilione di dollari l’anno già entro metà secolo

A rischio nel solo Mediterraneo, culla della civiltà occidentale, ci sono cinquanta siti Patrimonio dell’Umanità, secondo uno studio pubblicato su Nature Communications. Sono la la città medievale di Rodi, il sito archeologico di Cartagine, Alessandria d’Egitto e la regione compresa fra l’area archeologica di Sabratha in Libia, e la Medina di Sousse, in Tunisia.

E ancora in Italia l’area archeologica di Aquileia, Ferrara e in parte Ravenna. E la costiera amalfitana, l’area di Paestum e Velia in Campania, il golfo di di Noto e Siracusa con la necropoli di Pantalica in Sicilia, Portovenere e le Cinque Terre in Liguria tutte zone già colpite da forte erosione costiera.

LE ALTRE VENEZIA

A rischio entro fine secolo nel nostro Paese non solo siti archeologici, ma importanti città portuali come Napoli (+ 1,040 m), Cagliari (+1,033 m), Palermo (+ 1,028 m.) e Brindisi (+ 1,028 m.), oltre Venezia (+ 1,064 metri).

Sono 40 le altre potenziali Venezia del nostro Paese secondo le ultime mappe dell’Enea l’agenzia nazionale per l’energia e lo sviluppo sostenibile. Sotto l’acqua potrebbero finire anche la Versilia, le province di Grosseto e Taranto. La pianura Padano Veneta e altre grandi piane costiere del nostro paese: quella del Tevere, l’area Pontina e la piana di Fondi nel Lazio, fino ad arrivare alla piana del Sele in Campania.

Gianmaria Sannino con il suo gruppo di lavoro è l’autore di queste che sono le uniche mappe in dettaglio di aumento del livello del mare nel Mediterraneo. “Le impressionanti immagini di Venezia ci fanno vedere quello che potrebbe essere il futuro. Non un futuro eccezionale, ma che vedrà questo genere di eventi come normali”.

“Non dobbiamo immaginare l’innalzamento del livello del mare come qualcosa che cresce piano piano e ci toccherà prima le caviglie e poi le ginocchia. Non funziona così” continua Sannino. “Per ogni centimetro di acqua in più, parliamo di chilometri quadrati di territorio che verranno persi perché raggiunti dal mare”.

MA PERCHE’ IL MARE SI ALZA?

Il livello del mare sale per due motivi. Per il 60 per cento, è dovuto all’aggiunta di acqua per la fusione delle grandi masse di ghiaccio terrestri, Antartide e Groenlandia su tutte.

Il secondo motivo è perché l’oceano e i nostri mari sono più caldi e si stanno espandendo. Qualunque sostanza quando riceve e assume calore tende ad aumentare il proprio volume. E il calore che i mari e gli oceani hanno assorbito nell’ultimo secolo sono è una quantità immensa. Si parla del 93 per cento di tutto il calore in eccesso in atmosfera, ovvero quello immesso dalle attività umane. Tradotto, potremmo dire: il riscaldamento globale.  

Il 40 per cento dell’aumento medio del livello del mare è dovuto proprio a questo, all’espansione termica.

“Se non si applica l’accordo di Parigi di fine 2014 sulla riduzione di gas serra – conclude Sanninola rotta è già segnata. Sul livello del mare siamo vicini a un punto di non ritorno, è la variabile climatica più compromessa. Gli oceani hanno un’inerzia che li porta a continuare a espandersi negli anni, non lo fanno appena ricevono calore. Continueranno a espandersi anche se decidessimo da domani di azzerare le emissioni. Possiamo intervenire in realtà sulla velocità di quanto il livello del mare salirà”. Quanto velocemente il problema dell’innalzamento del livello del mare ci riguarderà dipende proprio da noi, da quello che decideremo di fare nei prossimi anni in termini di emissioni climalteranti. E quindi se supereremo o meno la fatidica soglia di +1,5 gradi di riscaldamento globale. 

©2020 ClimateChange News


About alessandromacina

alessandromacina
Journalist & TV Reporter at RAI RadioTelevisione Italiana. Founder & Publisher ClimateChange News.

Check Also

20 gradi in Antartide, caldo fonde la calotta polare a ritmo record

La crisi climatica accelera in Antartide. Alla base antartica spagnola Juan Carlos I, quando le …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *