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2017 uno dei tre anni più caldi mai registrati. Leggi l’ultimo studio WMO

Il 2017 si avvia a essere uno dei tre anni più caldi mai registrati. Lo dice l’ultimo studio WMO, l’Organizzazione meteorologica mondiale (leggi). Si tratta di un report provvisorio diffuso ieri, nel giorno di apertura della Cop23 la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico a Bonn. I dati raccolti fino a settembre dicono che da gennaio e per i primi nove mesi dell’anno la temperatura media globale è stata di circa 1,1 gradi Celsius al di sopra dei livelli preindustriali.

Il 2016 resterà ancora l’anno più caldo di sempre, il 2017 si dovrebbe inserire al secondo o terzo posto. Il più caldo degli anni senza El Niño. Se così fosse, come appare “più che probabile, gli anni dal 2013 al 2017 saranno il periodo di 5 anni più caldo della storia” secondo il report WMO.

Un altro record, dunque, che conferma il pericoloso trend di questi anni. Secondo la Nasa 16 dei 17 anni più caldi mai registrati sono concentrati a partire dal 2001 (qui il link).

“Siamo testimoni di straordinarie condizioni meteorologiche” ha commentato il segretario generale del WMO Petteri Taalas. “Temperature superiori a 50 gradi in Asia, uragani di intensità record in rapida successione nei Caraibi e nell’Atlantico fino a raggiungere l’Irlanda. Devastanti alluvioni monsoniche colpiscono milioni di persone, una siccità immane in Africa orientale. Molti di questi eventi – studi scientifici dettagliati ci diranno esattamente quanti – portano il segno del cambiamento climatico. La causa  è una maggiore concentrazione di gas serra per effetto delle attività umane”.

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Record CO2 oltre 400 parti per milione.

Pochi giorni fa, un altro studio WMO ha posto l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale su un altro dato. Un parametro strettamente collegato all’aumento di temperatura. Il nostro Pianeta sta sperimentando una concentrazione di CO2 nell’atmosfera in valore assoluto che non si verificava da centinaia di migliaia di anni. “L’ultima volta che la Terra ha conosciuto un livello di anidride carbonica simile fu tra i 3 e i 5 milioni di anni fa. La temperatura allora era tra i 2 e i 3°C superiore a quella odierna e i livelli del mare da 10 a 20 volte al di sopra di quelli attuali“, è quanto riporta l’agenzia nel rapporto sulle emissioni di gas serra. Esattamente lo scenario che si verificherebbe se non venissero rispettati gli accordi di Parigi di cui si sta verificando l’operatività a Bonn.

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Conseguenze a 360 gradi.

“Gli eventi meteo estremi” sostiene ancora l’Organizzazione meteorologica mondiale “stanno influenzando la sicurezza alimentare di milioni di persone nei Paesi poveri”. In più, i cambiamenti climatici iniziano ad avere un impatto sanitario. Infine, le eccezionali ondate di calore impongono lo spostamento di milioni di persone. L’ultima indagine del Fondo Monetario Internazionale mostra che le conseguenze negative del cambiamento climatico sono concentrate in paesi con climi relativamente caldi. Luoghi che ospitano quasi il 60% della popolazione mondiale attuale. Tutti possibili futuri “rifugiati climatici”? Per saperne di più leggi qui

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Journalist & TV Reporter at RAI RadioTelevisione Italiana. Founder & Publisher ClimateChange News.

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