Breaking News
Home / Clima / Come il cambiamento climatico minaccia la nostra salute. Il caso Italia

Come il cambiamento climatico minaccia la nostra salute. Il caso Italia

Clima e salute. C’è una correlazione. E sta diventando sempre più evidente.

Finora, pensando a questo tema, venivano in mente solo i paesi poveri o in via di sviluppo. Ma la realtà dimostra che non è più così. Il cambio del clima sta avendo impatti anche sulla nostra salute, peggiorandola. Già oggi. E l’Italia, alla luce della particolare posizione geografica e dei fattori che la rendono un hot spot del cambiamento climatico, è ritenuto un laboratorio di ricerca importantissimo per studiare gli impatti del clima sulla salute.

Se n’è parlato a Roma lo scorso 6 marzo, al Ministero della Salute, durante un evento promosso da Istituto Superiore di Sanità e Organizzazione Mondiale della Sanità. In quell’occasione è stato anche presentato il Country profile dell’Italia, la prima ricerca sugli effetti sulla salute dei cambiamenti climatici nel nostro paese.

Embed from Getty Images

La salute planetaria.

Il concetto fondamentale, messo al centro del discorso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è quello di Planetary Health cioè “salute planetaria”. Un concetto finora poco al centro del dibattito pubblico, eppure semplice: la nostra salute, dipende da un pianeta in salute.

Ma poiché – come dimostrano le innumerevoli evidenze scientifiche – l’impatto umano sta accelerando i cambiamenti climatici a tutte le latitudini, di pari passo oggi è a rischio anche la salute degli esseri umani sul pianeta.

“Ci aspettiamo 250 mila morti all’anno in più fino al 2030 per cause ambientali” ha dichiarato Maria Neira, direttore del dipartimento di sanità pubblica dell’OMS. “E’ la dimostrazione che il cambiamento climatico sta succedendo oggi. E’ già arrivato”, ha aggiunto.

Ma nonostante i numeri in aumento, fin quando non ne siamo toccati direttamente è difficile percepire l’urgenza del problema. “In Cina la gente ha iniziato a preoccuparsi e a fare pressione sulla politica solo quando non ha potuto più respirare perché l’aria era troppo inquinata. Far capire che oggi anche in Europa ci stiamo ammalando a causa del clima potrà sensibilizzare l’opinione pubblica”. Si parla di malattie cardiovascolari, di cancro, diabete di tipo 2 e un’alterazione globale dei nostri parametri.

I costi sanitari legati al cambiamento climatico sono enormi e sono stimati essere pari a una contrazione globale dell’economia del 6 per cento, è stato ricordato durante gli interventi.

Clima e salute in Italia.

Durante il convegno è stato anche presentato il Profilo Clima e Salute dell’Italia, la prima ricerca sugli effetti sulla salute dei cambiamenti climatici nel nostro paese. Studi analoghi sono già stati realizzati in altri cinquanta paesi, sotto la guida dell’OMS. “Gli impatti dei cambiamenti climatici stanno già esacerbando le carenze infrastrutturali esistenti, i fenomeni d’inquinamento postindustriale e la vulnerabilità idrogeologica e sismica del paese” si legge nel rapporto italiano (qui lo studio completo).

“Sei regioni su venti nel 2017 hanno dovuto chiedere al governo di dichiarare lo stato d’emergenza a causa dello stress idrico. L’aumento delle temperature, l’erosione costiera, le inondazioni e la siccità possono portare a scarsità d’acqua. Inoltre, il cambiamento climatico impatta sulla qualità dell’aria, in particolare nei contesti urbani”. E su questo l’Italia è già la “maglia nera” d’Europa, con 90 mila morti l’anno da smog.

Infine, si legge nel rapporto “esiste un rischio concreto legato al riemergere di agenti endemici (presenza di poliovirus selvaggio in paesi limitrofi, potenziale aumento dell’incidenza della tubercolosi), o l’arrivo di malattie trasmissibili esotiche come le febbri da virus dengue, chikungunya, zika, la febbre Congo-Crimea o la Febbre del Nilo occidentale”.

Ondate di calore.

L’Italia, in particolare, è tra i paesi più a rischio per quanto riguarda la mortalità dovuta alle ondate di calore, sempre più lunghe e violente e per le quali gli scenari climatici indicano un peggioramento nei prossimi anni. In uno scenario ad alte emissioni di gas serra in atmosfera, il numero di giorni di ondate di calore dovrebbe aumentare da una media di 10 giorni nel 1990 a 250 giorni nel 2100. Se le emissioni globali diminuiranno rapidamente, invece, i giorni delle ondate di calore saranno “limitati” a una media di 75 giorni l’anno.

Nell’estate del 2015 durante la quale si è verificata in Italia un’ondata di calore di forte intensità, è stato stimato un aumento del 13% dei decessi tra la popolazione anziana (di età superiore ai 65 anni).

In Europa l’ondata di calore dell’estate 2003, uno degli anni record del riscaldamento globale, è stata responsabile di oltre 70 mila morti in eccesso secondo una ricerca pubblicata sul National Center for Biotechnology Information.

L’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore insieme all’invecchiamento della popolazione avrà un significativo impatto sulla salute in futuro.

 

Embed from Getty Images

Cosa possiamo fare

La cosa migliore da fare rimane quella di salvare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, cioè contenere il riscaldamento del pianeta al di sotto di 2 gradi e possibilmente non oltre 1,5. Serviranno molto più impegno e investimenti di quanto realizzato finora, ma in caso di successo, è dimostrato che i benefici ripagherebbero ampiamente lo sforzo. Limitandoci solo ai benefici nel campo della salute, si potrebbero salvare milioni di vite nei prossimi 30 anni. Ma si tratterebbe anche di un grande risparmio economico.

Contenere l’aumento delle temperature richiederà uno sforzo tra i 22 e i 41 miliardi di dollari. Ma la conseguente riduzione di patologie legate all’inquinamento produrrebbe risparmi fino a due volte e mezzo superiori alla spesa. Lo ha calcolato un recente studio realizzato dal Centro Basco per il Cambiamento Climatico e pubblicato sulla prestigiosa rivista Lancet Planetary Health.

©2018 ClimateChange News. Riproduzione riservata

About alessandromacina

alessandromacina
Journalist & TV Reporter at RAI RadioTelevisione Italiana. Founder & Publisher ClimateChange News.

Check Also

Reportage da Oslo, la città senza auto.

Oslo è la prima capitale al mondo che ha deciso di liberarsi del tutto dalle …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *